Ultimamente molti prodotti a base di carboidrati (pane, pizza, brioche, etc) sono presentati nei supermercati o nelle panetterie in una variante di colore nero con la dicitura “al carbone vegetale”. Attenzione! Non si tratta di alimenti dalle caratteristiche maggiormente salutari rispetto al pane comune, ma semplicemente di alimenti addizionati di carbone vegetale. Nessuno ha mai detto che il pane al carbone vegetale sia meglio di altri: è certo è che il carbone attivo lega ed elimina tutte le sostanze che incontra nel tratto gastrointestinale e quindi si ritiene che possa essere utilizzato per casi di pesantezza addominale, flatulenza e gonfiore. Personalmente non sono d’accordo con questa idea perchè il carbone vegetale riduce in realtà solo il sintomo del malessere intestinale ma non agisce in maniera risolutiva sulla vera causa che produce questi problemi. Inoltre il consumo quotidiano del carbone vegetale nel pane può ridurre l’assorbimento di alcune vitamine e l’efficacia di molti farmaci come gli antidiabetici e gli ormoni tiroidei. Recentemente si è verificato il caso di dodici panificatori pugliesi che sono stati denunciati per l’utilizzo del carbone vegetale come additivo non autorizzato (colorante E153). Dopo questo caso, la Confederazione Nazionale dell’Artigianato è intervenuta per fare chiarezza ricordando che la normativa di settore non consente l’utilizzo di alcun colorante sia nella produzione del pane che di prodotti simili e che il carbone vegetale è una sostanza classificata come additivo e in quanto tale non può dunque rientrare come ingrediente per la preparazione del pane.

Quindi dal mio punto di vista eliminerei completamente dalla dieta i prodotti a base di carbone vegetale, mettendo invece come prima scelta quelli integrali o a base di cereali misti.

 

 

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