La pasta è il piatto più amato e consumato dagli italiani, ma è da sempre oggetto di eterno dibattito fra i seguaci delle diete. E’ stato infatti fortemente demonizzato dagli amanti delle diete iperproteiche  e da chi segue diete fai da te in quanto ritenuto eccessivamente calorico e ricco di carboidrati.
Forse però non tutti sanno che la pasta può essere anche una ottima fonte di proteine e fibre. Il livello di informazioni che si possono estrapolare dall’etichetta dei prodotti è ormai molto alto: tuttavia molto spesso ci limitiamo a leggere il contenuto di calorie totali (chilocalorie per esattezza) e non i singoli componenti. Se lo facessimo ci accorgeremmo che la pasta può essere anche un’ottima fonte di aminoacidi (i costituenti delle proteine). Il contenuto minimo di proteine per la pasta di semola deve essere per legge di 10.5% (11.5% per quella di semola integrale). Si tratta di un valore abbastanza basso che tutti i pastifici tendono a superare. Quando sull’etichetta si trova un valore di proteine del 13.5% vuol dire che si tratta  di un’ottima semola e di conseguenza un’ottima pasta.  Un elevato tenore di proteine (superiore al 13,5%), è quindi un elemento distintivo di un prodotto di qualità superiore. Occorre però controllare bene i diversi formati poiché i pastifici non adoperano le stesse miscele di grani duri per tutti i formati (ad esempio la pasta mista e i formati piccoli sono quasi sempre di qualità infima rispetto agli altri).
Se si sceglie pasta integrale si può avere anche una buona integrazione di fibre . Se quella normale contiene solo 1,5% di fibre quella integrale può arrivare a contenere anche il 5% del peso. La presenza di fibre favorisce l’assorbimento dei sali naturali e il mantenimento del tono dell’apparato intestinale, risultando facilmente digeribile e mantenendo più a lungo il senso di sazietà. Per avere qualche idea su come cucinare la pasta integrale ecco alcune interessanti e leggere ricette.
Ottime anche le paste di legumi (20-25% di proteine su 100 g di prodotto) che sono molto apprezzate fra i consumatori ma sono reperibili però solo nei negozi specializzati.
Meno ricche dal punto di vista nutritivo le paste di mais e riso (proteine 6-7%), tuttavia indispensabili per chi soffre di celiachia o intolleranza al glutine.
Quasi tutte le grandi marche hanno poi sviluppato la loro linea di pasta biologica: si tratta di pasta fatta utilizzando solo grano proveniente da agricoltura biologica (dove sono banditi i pesticidi e i trattamenti chimici), macinato lentamente a temperatura uniforme, a cui fa seguito un’essicazione lenta a basse temperature e in tempi molto lunghi che ne salvaguarda così i principi nutritivi.

A ognuno quindi la sua pasta!

 

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