L’argomento del colesterolo è da sempre molto dibattuto in ambiente nutrizionale e vede contrapposte diverse scuole di pensiero. Da una parte chi controlla ogni valore superiore ai 200 mg/ml di colesterolo totale e da solo una rapida occhiata ai valori di HDL, preoccupandosi per valori già superiori ai 210 mg/ml. Dall’altra chi cerca di vedere l’andamento generale del metabolismo dei grassi, con un occhio di riguardo per il colesterolo HDL (cosiddetto buono) ed i trigliceridi, e non si allarma per livelli di colesterolo totali superiori a 200 mg/ml. Esiste poi una terza categoria di persone (la sottoscritta) che si preoccupa anche se i livelli di colesterolo totale e colesterolo HDL sono troppo bassi.

Il colesterolo è un importante lipide steroideo che regola la fluidità delle membrane. Per l’80% è prodotto dal nostro corpo, in particolare dal fegato e dal surrene, e per il 20% è introdotto dalla dieta. Per quanto riguarda l’influenza della dieta chiariamo fin da subito che un’alimentazione sana ed equilibrata, con le giuste quantità di carne rossa, formaggi e uova (ovviamente senza esagerare!) non è la causa del colesterolo alto! Molto più significativo sui livelli di colesterolo è l’impatto dei cibi confezionati, già pronti, industriali, dei prodotti da forno acquistati e non fatti in casa, delle margarine e dei grassi vegetali idrogenati

Ricordo inoltre che non sono i livelli totali di colesterolo ad essere un importante marcatore di patologia coronarica ma il rapporto fra colesterolo totale e colesterolo HDL. Se questo valore non supera il 5 nell’uomo ed il 4.5 nella donna  (con alcune differenze legate all’età) potete stare relativamente tranquilli.

Cosa succede però nel caso che il colesterolo sia troppo basso? L’ipocolesteromia è normalmente definita  tale quando i livelli di colesterolo scendono sotto i 130 mg/ml ma io inizio a diventare sospettosa per tutti i valori sotto i 150. E’ stato visto infatti che bassi livelli di colesterolo sono correlati statisticamente con la depressione ed i disturbi dell’umore. In particolare esiste un’ampia letteratura scientifica a riguardo dei bassi livelli di colesterolo, depressione e rischio di suicidio. Infatti il colesterolo partecipa all’omeostasi delle membrane cellulari, aumentandone la fluidità e la permeabilità. Più la membrana è fluida, più i recettori della serotonina (il cosiddetto l’ormone della felicità) si espongono e sono disponibili alla captazione di questo importante ormone.

Inoltre bassi livelli di colesterolo sono stati trovati associati anche ad alcune forme di tumori, ma in questo caso non è chiaro se siano una causa o una conseguenza del cattivo stato di salute

Per tutti questi motivi non bisogna gioire troppo di avere il colesterolo basso ma cercare di mantenere i livelli nella norma ed  un corretto equilibrio fra le due forme. Se il vostro colesterolo totale proprio non accenna a muoversi potete provare la strategia alternativa di aumentare il colesterolo HDL: l’uso di olio extravergine di oliva di qualità ed una adeguata attività fisica sonno ottimi stimolatori della produzione di colesterolo buono.
In questo modo si riuscirà a mantenere il giusto rapporto di colesterolo nel nostro organismo

 

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